La pianta del cacao risale a più di 6000 anni fa. Le prime piante si trovavano lungo il Rio delle Amazzoni. I primi a coltivare la pianta del cacao furono i Maya intorno al 1000 a.C., nella penisola dello Yucatàn, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala. Qui ebbe inizio la storia del cacao, e insieme ad esso del cioccolato.

Diverse sono le leggende che ruotano attorno a questa delizia, dal terzo re Maya: Hunahpu, a quella azteca, secondo cui la pianta fu donata dal dio Quetzalcoatl per alleviare la fatica degli esseri umani. Dopo i Maya anche gli Aztechi iniziarono la coltura del cacao, e in seguito la produzione di cioccolata; associavano il cioccolato a Xochiquetzal, la dea della fertilità.

Il cacao veniva consumato dall’élite durante le cerimonie importanti, offerto insieme all’incenso come sacrificio alle divinità.

Oltre ad un impiego liturgico e cerimoniale, nelle Americhe il cioccolato veniva consumato come bevanda, chiamata xocoatl, spesso aromatizzata con vaniglia, peperoncino e pepe. Tale bevanda era ottenuta a caldo o a freddo con l’aggiunta di acqua e eventuali altri componenti addensanti o nutrienti, quali farine e minerali. 
I semi di cacao erano talmente preziosi da venire adoperati anche come moneta: da ciò il primo nome del cacao (Amygdalae pecuniariae, ovvero “mandorla di denaro”) poi sostituito da Carlo Linneo nel 1737 in Theobroma cacao o “cibo degli dei”. Proprio dal termine azteco in lingua nahuatl “xocolatl” deriva la parola “cioccolato”.
La pianta del cacao arrivò in Europa con Cristoforo Colombo nel 1492 ma venne presto dimenticata perché la bevanda ottenuta non fu gradita alle corti per il suo sapore amaro.
Fu nel 1528 che Ferdinando Cortez (il “conquistador”) portò in Spagna i semi di cacao e l’antica ricetta degli Atzechi: la bevanda ottenuta con l’aggiunta di peperoncino e spezie piccanti (per attenuare il gusto amaro) e addolcita con zucchero, cannella o vaniglia diventò di gran moda per gli aristocratici e le corti europee.
Nel 1606 il cioccolato si produce anche in Italia, a Firenze e Venezia.
Nel 1678 Antonio Ari ottiene dai Savoia il permesso di vendere la cioccolata “in bevanda”.
Alla scuola torinese di cioccolato si forma Francois-Luis Cailler che nel 1819 fonda la prima fabbrica svizzera di cioccolato a Vevey.
Nel 1802 il genovese Bozelli costruisce una macchina per raffinare la pasta di cacao.
Nel 1828 l’olandese Van Houten separa il burro di cacao.
Nel 1865 a Torino Caffarel mescola cacao e nocciole producendo il cioccolato gianduja.
Nel 1878 lo svizzero Daniel Peter mescola il latte al cacao producendo il cioccolato al latte.
Nel 1879 a Berna Rodolphe Lindt produce il cioccolato fondente.
Nel 1923 a Chicago Frank Mars inventa la barretta al cioccolato.

Nel 2015 a Pisa Paola Di Bello fonda Cioccolato Argento.